Riflessioni e studi


Cosa stiamo mangiando?

Il contenuto dei nutrienti dei cibi che oggi mangiamo si sia drasticamente ridotto


L’ambiente in cui viviamo non è più lo stesso e da qualche decennio molte delle sane vecchie regole sono sostanzialmente cambiate per tutti noi, dal mondo del lavoro al mondo delle comunicazioni, è cambiata sostanzialmente anche la qualità della vita ed in maniera significativa anche la nostra alimentazione.
E’ ormai ampiamente dimostrato che negli ultimi anni il contenuto dei nutrienti dei cibi che oggi mangiamo si sia drasticamente ridotto.
Basti pensare che frutta e verdura, oltre ad aver perso il gusto ed il sapore di una volta, diversi studi hanno confermato una importante riduzione del loro contenuto di nutrienti fondamentali come vitamine e sali minerali ( il nostro organismo non è in grado di produrli e dobbiamo assumerli quotidianamente con l’alimentazione).
La produzione agricola necessaria per la grande distribuzione oggi rende disponibile praticamente tutta la frutta e la verdura in ogni stagione dell’anno e tutto ciò al prezzo di una maturazione sempre più spesso forzata che riduce drasticamente la formazione naturale dei nutrienti.
Le coltivazioni intensive sfruttano i terreni esaurendone via via le sostanze chimiche necessarie ed ormai dovunque spinte con prodotti chimici di sintesi per accelerarne la crescita.
Gli allevamenti intensivi del bestiame da carne, veri e propri lager, utilizzano mangimi con aggiunta di antibiotici, ormoni e quant’altro con l’unico scopo di accelerare il più possibile la crescita dell’animale alterando sensibilmente le qualità nutrizionali della loro carne.
Tutto ciò trascina con il tempo in uno stato di costante e crescente carenza nutrizionale che sebbene non si manifesti immediatamente con disturbi o sintomi, è la causa principale, insieme allo stress, allo stile di vita ed alla sedentarietà, delle cosiddette "malattie dell'industrializzazione", ed infatti la nostra generazione è quella più in sovrappeso e peggio nutrita della storia.
E’ sotto gli occhi di tutti l’aumento esponenziale di allergie ed intolleranze alimentari di ogni tipo spesso correlate alle sostanze chimiche utilizzate dovunque in agricoltura che involontariamente ingeriamo con cibi di oggi e che provocano reazioni di difesa da parte del nostro sistema immunitario.
La carenza nella nostra alimentazione di nutrienti fondamentali come antiossidanti, vitamine ed omega 3 sono alla base di molte malattie nel mondo occidentale che associate a problematiche neurologiche e ad altre che sono infiammatorie e croniche, potrebbero essere ridotte ripristinando un buon apporto di nutrienti.
"Non esiste nessuna malattia cronica che non abbia una qualche connessione con il cibo" asserisce su Youtube in "nutrizione e malattie croniche"
(suggerisco vivamente di dargli un’occhiata) il Dott. Filippo Ongaro per anni medico degli astronauti presso l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) primo medico italiano certificato in medicina anti-aging e fondatore e direttore dell'Istituto di Medicina Rigenerativa e Antiaging in Italia.

Come fare quindi per ripristinare il normale apporto di nutrienti nel nostro organismo per mantenere uno stato di salute ottimale?
Una risposta sarebbe assumere una maggiore quantità di nutrienti ormai carenti nel nostro cibo attraverso l’introduzione di poche ma semplici abitudini alimentari.
Sempre più persone di conseguenza stanno percependo l’importante differenza tra "alimentarsi" e "nutrirsi" orientandosi sempre di più verso i mercati come il “Bio”, il ”Km 0” il “no OGM” etc., creando in questi settori una domanda sempre più crescente e consapevole.
L'Alimentazione è un atto cosciente e volontario in cui ognuno esercita una libera scelta ricercando gli alimenti che ritiene più utili e a lui graditi
La Nutrizione, ben diversa invece, viene intesa come l’insieme di processi attraverso i quali l’organismo riceve, assorbe, trasforma ed utilizza le sostanze chimiche contenute negli alimenti ovvero "i nutrienti", La nutrizione si configura quindi come un atto inconsapevole ed involontario ma dipendente dagli alimenti che abbiamo introdotto e dai prodotti chimici in essi contenuti.




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