Da dove prende l’energia un germoglio appena nato?
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Un seme può restare apparentemente immobile per molto tempo. Poi incontra l’acqua, si gonfia, si apre e compare la prima piccola radice.
Ma da dove prende l’energia per cominciare a crescere?
La risposta è già dentro il seme.
Il Prof. Paolo Benincasa, del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, insieme agli altri autori della ricerca, ha raccolto in una review pubblicata nel 2019 su Nutrients numerosi studi sulla germogliazione di cereali e pseudocereali.
La germogliazione comincia con l’assorbimento dell’acqua e una forte riattivazione del metabolismo. Il seme inizia così a utilizzare e trasformare le riserve accumulate al proprio interno.
L’amido viene progressivamente degradato, le proteine di riserva vengono trasformate in composti più piccoli e anche i lipidi partecipano ai processi che accompagnano lo sviluppo della nuova pianta.
Durante la germogliazione possono cambiare anche altri componenti: alcuni fattori antinutrizionali possono diminuire, mentre diversi composti bioattivi possono aumentare. Non accade però allo stesso modo in tutti i semi: specie, varietà e condizioni di germogliazione fanno la differenza.
La piccola radice che vediamo comparire è quindi solo la parte visibile di un processo già iniziato.
Fuori vediamo nascere un germoglio. Dentro, il seme ha già messo in movimento tutto ciò che serve per cominciare una nuova fase della sua vita.
Vuoi vedere un caso concreto? Scopri cosa è cambiato dal seme al germoglio nello studio sulla Camelina sativa.
La ricerca originale
Benincasa P., Falcinelli B., Lutts S., Stagnari F., Galieni A.
Sprouted Grains: A Comprehensive Review
Nutrients, 2019, 11, 421
DOI: 10.3390/nu11020421