Seme e giovane germoglio di Camelina sativa con fiori gialli sullo sfondo

Camelina: cosa cambia dal seme al germoglio

Una ricerca dell’Università di Perugia e dell’Università di Lleida, con il contributo di GermoglioSì alla sperimentazione.

La Camelina sativa non è famosa come il broccolo o il ravanello. Eppure appartiene alla loro stessa grande famiglia botanica, quella delle Brassicaceae, e i suoi semi interessano da tempo la ricerca per la loro particolare composizione.

Nel 2023 un gruppo di studiosi dell’Università degli Studi di Perugia e dell’Università di Lleida ha provato a guardarli da una prospettiva diversa:

che cosa succede alla Camelina quando il seme comincia a germogliare?

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Antioxidants, ha confrontato semi e germogli di cinque cultivar — ALBA, CO46, CCE43, JOELLE e VERA — osservando in particolare composti fenolici, acidi fenolici, glucosinolati e attività antiossidante.

Ma che cos’è la Camelina?

La Camelina sativa è una pianta annuale oleaginosa, originaria dell’Europa orientale e dell’Asia occidentale.

I suoi semi contengono olio, proteine e diverse sostanze di interesse fitochimico, tra cui composti fenolici e glucosinolati.

Proprio i glucosinolati sono una caratteristica ben conosciuta delle Brassicaceae, la grande famiglia botanica a cui appartengono anche broccoli, cavoli e ravanelli.

Sui semi di Camelina esistevano già diverse ricerche. Molto meno si sapeva, invece, di ciò che avviene nei primi giorni della germinazione: al momento della pubblicazione, gli autori sottolineavano la mancanza di informazioni sulla composizione dei germogli di Camelina.

Ed è qui che la storia diventa interessante.

Sei giorni dopo

Nello studio i semi sono stati fatti germinare in condizioni controllate e i germogli sono stati raccolti dopo sei giorni, quando i cotiledoni erano completamente sviluppati.

La prima risposta è già significativa: le cinque cultivar hanno mostrato percentuali di germinazione comprese tra l’88% e il 98%.

Ma vedere nascere il germoglio era soltanto l’inizio.

La parte più interessante era capire che cosa fosse cambiato dentro quel piccolo organismo in crescita.

E in questa ricerca c’è anche un po’ di GermoglioSì

La ricerca è opera dei suoi autori e delle università che l’hanno realizzata: l’Università degli Studi di Perugia e l’Università di Lleida.

GermoglioSì ha avuto un ruolo diverso, preciso e concreto.

Negli Acknowledgments della pubblicazione gli autori ringraziano infatti Fabio Fumi, di GermoglioSì, per aver fornito l’attrezzatura sperimentale utilizzata nel progetto.

Non significa aver realizzato la ricerca scientifica, ma aver dato un contributo materiale alla sua sperimentazione.

Per noi è motivo di soddisfazione sapere che attrezzature fornite da GermoglioSì siano entrate anche in un lavoro universitario dedicato proprio a ciò che da sempre ci appassiona: osservare e comprendere la trasformazione di un seme che germoglia.

Cosa cambia nel germoglio?

Una delle differenze più evidenti riguarda i composti fenolici, sostanze vegetali molto studiate anche per la loro attività antiossidante.

Nelle cinque cultivar analizzate il loro contenuto totale è risultato maggiore nei germogli rispetto ai semi.

Nei semi variava da circa 9,5 a 11,4 mg per grammo di sostanza secca; nei germogli arrivava a circa 14,8–21,5 mg/g.

Anche gli acidi fenolici cambiano in modo evidente.

E qui non si tratta semplicemente di averne “di più”: cambia proprio il profilo delle molecole presenti. Alcune non vengono più rilevate dopo la germinazione, mentre altre compaiono o aumentano.

È uno degli aspetti più affascinanti della ricerca:

il germoglio non è semplicemente un seme cresciuto. È un organismo che sta trasformando la propria composizione.

Anche i glucosinolati si trasformano

Nella Camelina studiata sono stati individuati tre glucosinolati:

glucoarabin (GS9), glucocamelinin (GS10) e homoglucocamelinin (GS11).

Durante la germinazione non seguono tutti lo stesso percorso.

Il GS9 aumenta fino a diventare nettamente predominante nei germogli, dove rappresenta mediamente circa l’87% dei glucosinolati totali.

Il GS10, invece, diminuisce in tutte le cultivar e anche il GS11 tende a ridursi.

Ancora una volta, quindi, germogliare non significa semplicemente moltiplicare ciò che era già presente nel seme.

Significa cambiare equilibrio.

E gli antiossidanti?

L’attività antiossidante è stata valutata attraverso tre diversi test di laboratorio: FRAP, DPPH e ABTS.

Non serve ricordare le sigle. Ci interessa soprattutto il risultato: passando dal seme al germoglio, l’attività antiossidante misurata è aumentata e ha mostrato differenze anche tra una cultivar e l’altra.

Nei semi emergono soprattutto ALBA e CCE43; nei germogli JOELLE, CCE43 e CO46.

Ed è un’altra informazione interessante: non conta soltanto la specie. Conta anche la varietà da cui si parte.

La germinazione trasforma, ma il patrimonio della singola cultivar continua a lasciare la propria impronta. Lo conferma anche l’analisi complessiva dei risultati effettuata dagli autori.

Un piccolo seme, molti cambiamenti

La ricerca conclude che la Camelina sativa è una specie adatta alla produzione di germogli e che la germinazione modifica in modo significativo la sua composizione, con risultati influenzati anche dalla cultivar.

Composti fenolici, acidi fenolici, glucosinolati e attività antiossidante non restano immobili mentre il seme prende vita.

Cambiano.

Chi ha fatto germogliare un seme almeno una volta conosce bene la rapidità di questa trasformazione: in pochi giorni qualcosa che sembrava fermo produce una radice, apre i cotiledoni e comincia una nuova fase della propria vita.

La ricerca sulla Camelina ci permette di osservare che la trasformazione che vediamo dall’esterno continua anche all’interno.

Ed è forse proprio questo che rende la germinazione così sorprendente: non soltanto ciò che nasce, ma tutto quello che accade mentre nasce.

La ricerca originale

Bravi E., Falcinelli B., Mallia G., Marconi O., Royo-Esnal A., Benincasa P.

Effect of Sprouting on the Phenolic Compounds, Glucosinolates, and Antioxidant Activity of Five Camelina sativa (L.) Crantz Cultivars.

Antioxidants, 2023, 12, 1495
DOI: 10.3390/antiox12081495

Pubblicata il 26 luglio 2023, la ricerca è disponibile Open Access con licenza Creative Commons Attribution 4.0 — CC BY 4.0.

Leggi la pubblicazione scientifica

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